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Le fiabe i trezzesi le chiamavano «zèmpi», forse dal latino «exemplum». I nonni le raccontavano d’inverno ai nipotini: in stalla. Aberardo Cortiana, sentinella del dialetto locale, ne ha recuperate parecchie.
TOFA E TADEE
Ad esempio quelle animate da Tôfa e Tadee, moglie e marito simboli proverbiali di ingenuità contadina. Tadee nasconde i soldi sotto una trave dove, dice a Tôfa perché non li trovi, ha visto un serpente. La donna se ne spaventa e chiede di stanare l’animale ad un calderaio, che fugge col bottino. Tadee domanda alla moglie che gli prepari, come si dice, «tre grann da ris» (tre chicchi di riso) e quella ne prepara giusti tre: contati. Solo che uno lo assaggia lei e il secondo cade a terra; finendo così con l’apparecchiare al marito un solo chicco di riso. Tôfa, si racconta ancora, fu sorpresa un giorno mentre ramazzava freneticamente sull’uscio: «spazzo il sole in casa per quest’inverno» rispondeva ai curiosi. Ma quest’ingenuità, rappresentata anche dai mitologici fratelli Petin, Petum e Petoch, le fiabe trezzesi la compensano con l’astuzia di personaggio come Giuanìn che sconfigge il mago. Lo induce persino a cavarsi da sé le viscere per corrergli appresso più alla svelta.
TARASÖO E PAPIN
Un’altra coppia citata nei «zèmpi» è quella di Tarasöo e Papin: appena coricatisi e incerti d’aver serrato il chiavistello, concordano che a sincerarsene sarà il primo dei due a muoversi. E la resistenza della coppia è tale che i famigliari, credendoli morti, iniziano a spartirsene gli averi. Almeno finché non si citano i materassi e Tarasöo balza in piedi e urla che quelli sono suoi; il che resuscita anche il marito Papin: «adesso che hai parlato - esulta - scendi tu a chiudere l’uscio!». Un umorismo surreale incornicia anche la fiaba della gamba rusa, quella cioè calzata di rosso che un marito cala tra le comari scovate a gozzovigliare in casa con sua moglie. Per metterle il fuga, dice alle donne di essere il diavolo mostrando, come prova, il piede con una calza rossa. Echi di cascina, questi, che Aberardo Cortiana ha raccolto nel suo libro «Tress in dal so dialett».
Cristan Bonomi
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Le immagini sono tratte dai volume: Rino Tinelli, Un saluto da Trezzo e dintorni. Un viaggio in cartolina tra Adda e Martesana, Trezzo sull’Adda 2006.
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