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La Storia
Trezzo, luogo strategico sul fiume Adda, vanta origini antichissime, quasi tutti i popoli che hanno segnato la storia del Nord Italia vi sono passati: celti e romani prima, longobardi poi.
LE ORIGINI CELTICHE
I Celti furono probabilmente gli iniziali abitanti del luogo, che viene citato per la prima volta dallo storico Polibio come terreno di una importante battaglia tra i Romani e i Galli nel 222 a.C.
Il passaggio di popolazioni celtiche è testimoniato anche da ritrovamenti archeologici come quello di una situla (=vaso metallico) rinvenuta nel 1846, di cui si può ammirare, presso il Castello Visconteo, una riproduzione eseguita dall’artista trezzese Max Squillace.
I LONGOBARDI A TREZZO
Dopo la dominazione romana, Trezzo passò sotto i Longobardi, la cui presenza è testimoniata da cinque tombe ritrovate in località San Martino. Tra il 1976 e il 1978 nella necropoli longobarda tra i preziosi oggetti rinvenuti c’era anche uno degli anelli sigillo di ‘Rodchis’ che poi è stato scelto e riprodotto dalla Regione Lombardia come onorificenza per cittadini lombardi meritevoli. Fu in questo periodo che venne decisa la fortificazione della rupe sull’Adda, dando così vita alla prima rocca di Trezzo, voluta secondo la tradizione dalla regina Teodolinda.
IL PERIODO VISCONTEO
Successivamente il paese passò sotto la signoria dei Visconti che ne fecero uno dei capisaldi del loro sistema difensivo. L’imponente Castello Visconteo è stato testimone di una storia tormentata di lotte e di conquiste che vide protagonisti il Barbarossa, i Torriani e i Visconti, tra il 1162 e il 1310. Proprio in questo luogo misterioso, nel 1385, morì Bernabò, per mano del nipote Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano.

Il Castello Visconteo |
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Dall’alto: situla celtica, riproduzione fedele all’originale eseguita dall’artista MaxSquillace. Anello e croce di Rodchis, riproduzioni eseguite dall’orafo Antonio Migliozzi - Officina Orafa. Tutte le riproduzioni sono conservate presso il Castello Visconteo.
L'ORIGINE DEL NOME
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| Espressioni come Trecc e Tracc, in lingua celtica, significano promontorio o luogo alto e fortificato, il che trova conferma nella configurazione naturale di Trezzo che (come starebbero ad indicare alcuni scavi), anticamente sorgeva sull´altipiano a ovest del paese. |
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TRA OTTOCENTO E NOVECENTO
Fra ottocento e novecento è l’avvento del progresso a caratterizzare maggiormente l’evoluzione dell’aspetto architettonico e urbanistico di Trezzo. Due sono le opere che segnano maggiormente questa evoluzione: innanzitutto la costruzione del grande ponte in ferro, da tanto tempo attesa, grazie alla quale Trezzo riacquisisce la possibilità di raggiungere la sponda bergamasca senza ricorrere a traghetti o barche, possibilità che aveva perso fin dal 1416 quando il Carmagnola, espugnato il Castello, ne fece distruggere l’audace ponte in pietra. Nel 1906 invece venne messa in funzione le Centrale Idroelettrica Taccani, fortemente voluta dall’industriale illuminato Cristoforo Benigno Crespi, la centrale è un capolavoro dell’architetto Gaetano Moretti.
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